4 WEBINAR GRATUITI PER TE!
La Tecnica della Scuola, in occasione dei suoi vent’anni di attività sul web, lancia l’iniziativa
#scuolasocietabenecomune, un ciclo di seminari gratuiti rivolti a tutto il personale scolastico e alle famiglie, per aprire un dibattito su temi caldi della scuola di oggi.

L’hashtag #scuolasocietabenecomune, permetterà ai nostri lettori di partecipare attivamente all’iniziativa lasciando sui social opinioni, commenti ed esperienze sulle tematiche affrontate nei seminari.
Il ciclo di incontri avrà come filo conduttore il rapporto fra scuola e società. Si forniranno alcuni spunti di riflessione su come scuola e famiglia possono interagire per raggiungere gli scopi educativi, ognuno però dalla propria prospettiva.

Tali seminari che si svolgeranno in modalità webinar e saranno tenuti da Enrico Bottero, insegnante, Dirigente scolastico e per molti anni ricercatore presso l’Istituto Regionale di Ricerca Educativa del Piemonte (già Irrsae).

NOVEMBRE
20 novembre 2018 – Ore 17.00/19.00

1. Usi e abusi del digitale: rischi e potenzialità

POSTI ESAURITI
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Ogni tecnica inventata dall’uomo nella sua storia per oggettivare la  memoria è ciò che i Greci chiamavano pharmakon, ovvero sia rimedio che veleno. Lo è stato per la scrittura, lo è oggi per le tecnologie digitali. Oggi la scuola è profondamente condizionata da questo nuovo passaggio. I mezzi digitali ci offrono grandi possibilità: la comunicazione al di là dello spazio, la raccolta veloce di informazioni, la costruzione di abilità. Insieme ai vantaggi ci sono però anche forti rischi. La rete, monopolizzata dai grandi network (Google, Facebook, Amazon, Apple, ecc.) è stata progettata come un sistema di interruzione, una potente macchina di dispersione dell’attenzione per ragioni di marketing (controllo e orientamento dei gusti, pubblicità, ecc.). Molti strumenti utilizzati sviluppano il sistema dell’attenzione esterna a danno dell’attenzione interna. Il marketing consumistico ha un progetto contrario a quello della scuola, la quale, per favorire la costruzione del pensiero, ha bisogno di promuovere l’attenzione profonda.  A fronte di ciò e in attesa di interventi dei poteri pubblici, la scuola non deve chiudersi in se stessa ma deve far propri i nuovi media  ritrovandone il ruolo positivo, come fu già per la scrittura nell’antichità. Essa deve saper svolgere un ruolo  “terapeutico”, cioè critico e creativo. I genitori, poi,  dovrebbero avere alcune precauzioni nel far usare le nuove tecnologie ai propri figli e promuovere al contempo attività creative volte a sviluppare l’immaginazione e favorire l’ingresso nel mondo simbolico.

 

GENNAIO
2. Educazione alla convivenza civile

La società non nasce in modo spontaneo. La polis deve essere costruita attraverso l’interiorizzazione di vincoli di reciprocità.  I vincoli di reciprocità vengono rispettati dai cittadini solo dove esiste un solido patto  di convivenza tra diversi.  Sta qui uno dei principali compiti della scuola, la prima società che il bambino incontra una volta uscito dallo stretto ambito familiare e comunitario. E’ lì che avviene la prima forma di educazione alla convivenza. A scuola non si tratta solo di trasmettere alle nuove generazioni certi valori ma anche di contribuire a far rinascere quelli dimenticati per lasciarci alle spalle la  stagione di degrado dell’etica pubblica di questi ultimi anni. Tutto ciò è quanto mai urgente  perché l’educazione  scolastica ha lo scopo di rendere i soggetti capaci di pensare da soli per resistere ad ogni forma di manipolazione e di associarsi  tra loro per definire il “bene comune”. E’ un compito difficile   in  una società sempre più “individualizzata” e frantumata, ma comunque  necessario. L’educazione civile deve coinvolgere più aspetti: costruire il vivere insieme attraverso i saperi; costruire il vivere insieme su un sentimento comune; costruire il vivere insieme sul fare insieme. Si tratta quindi di adeguare e orientare in questa direzione l’insegnamento e la vita a scuola. E’ la sfida  e l’urgenza del prossimo futuro.

 

MARZO
3. Educazione e scuola: andare oltre i luoghi comuni

I principi educativi che si sono affermati nel corso del Novecento nella stagione dell’Educazione nuova e dei metodi attivi non sono riusciti a condizionare la maggioranza delle pratiche educative e di insegnamento, ancora in gran parte caratterizzate dall’utilizzo dei metodi trasmissivi. Paradossalmente sono però sempre più utilizzati come “luoghi comuni”. L’utilizzo di slogan con cui si esaltano i metodi attivi e la libertà del ragazzo e del bambino è utile ad altri scopi, legati generalmente al marketing di “prodotti” pedagogici (scuole private “alternative”, attività formative, innovazioni pedagogiche di grande immagine). La denuncia di questo fenomeno è l’occasione per riprendere in modo efficace i temi di fondo della pedagogia e della didattica più innovative: i metodi attivi, la motivazione, l’individualizzazione degli apprendimenti, il rispetto dell’educando/allievo, l’educazione alla libertà e all’autonomia. Lo scopo è aiutare l’educatore e l’insegnante a comprendere le sfide che stanno dietro i “luoghi comuni”, offrir loro le armi del mestiere e i “concetti chiave” per poter condurre nel modo migliore l’attività pedagogica e didattica.

 

MAGGIO
4. Fare scuola fuori della scuola

L’innovazione nella scuola (programmazione, metodologia della ricerca, laboratori, cooperazione tra gli insegnanti, classi aperte,  superamento dell’unità  aula e dell’unità classe ecc.) ha un senso solo se accompagnata da  un’estensione delle attività educative fuori della scuola. Ragazzi e giovani hanno bisogno di attenzione educativa da parte degli adulti, di non essere abbandonati a se stessi quando sono fuori dalle istituzioni tradizionali (scuola, famiglia). Ma con quali obiettivi? Con quali metodi? Con quali innovazioni nei programmi  didattici, nei comportamenti di insegnanti e allievi? Partendo da esperienze reali e percorsi praticabili emerge  la possibilità di realizzare un sistema formativo allargato che vede collaborare soggetti diversi (scuola, enti locali, associazioni, ecc.) per garantire il diritto all’educazione come bene collettivo. Tutto ciò si potrà fare solo ponendo dei limiti ad una sempre più pervasiva logica fondata sulla competizione  a favore di una logica di cooperazione tra soggetti  in nome del “bene comune”.

 

Segui la diretta comodamente da casa sul tuo pc. Il corso si svolge on line con il docente dal vivo. Durante le sessioni potrai interagire con il relatore tramite chat.

Essendo un seminario, su questo titolo non è previsto il rilascio dell’attestato di partecipazione.