EDUCARE AL RISPETTO
DELLA DIFFERENZA DI GENERE

> RELATRICE: Graziella Priulla
> DURATA: 30 ore
> COSTO: 50 euro

> DESTINATARI
Tutti i docenti interessati a fornire alle studentesse e agli studenti categorie concettuali, metodologie e strumenti che consentano loro di decodificare comportamenti, segnali, prassi, abitudini e modi di dire che veicolano o possono veicolare modelli identitari e di relazione stereotipati e stereotipanti, al fine di decostruirli e creare un orizzonte di senso il più libero e sereno possibile, attraverso cui costruire la propria identità ed il rapporto con l’altro sesso ed evitare la formazione di logiche discriminanti; condividere pratiche che contrastino l’interiorizzazione della disuguaglianza come “fatto naturale”; sviluppare modalità di approccio che favoriscano la libera espressione della personalità e stimolino curiosità verso le differenze, nel segno del rispetto per gli altri.

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IL PERCORSO E’ COSTITUITO DA  8 CORSI ARTICOLATI IN VIDEOLEZIONI,
SLIDES E RISORSE PER L’APPROFONDIMENTO

Un ricco percorso di studio corrispondente a circa 30 ore di impegno, che fornisce una panoramica completa su una tematica costantemente discussa.
> 3 videolezioni
> Oltre 1.500 pagine in formato slides scaricabili
> Oltre 3.000 pagine di risorse per l’approfondimento

L’analisi di genere consiste in un esame sistematico dei ruoli, delle relazioni e dei processi, focalizzato sulle antiche e moderne disuguaglianze fra donne e uomini nelle coppie, nel potere, nel reddito, nel lavoro. Essa è applicabile alla maggior parte delle discipline. Se ci abituiamo a vedere che la realtà sociale è doppia, sessuata, che esprime e sottintende continuamente concezioni del maschile e del femminile, il nostro sguardo si arricchisce e si estende.

> PUNTI TEMATICI CHE SARANNO AFFRONTATE

1. Identità di genere
Da quale punto di vista e perché sesso e genere non sono sinonimi? Su quali presupposti si fonda l’asimmetria di potere tra maschi e femmine? Come e perché si è passati dalle differenze alle disuguaglianze? Come si sono storicamente costruiti i ruoli di genere? Le identità di genere sono dati biologici, o si costruiscono come processi culturali? Chi le disegna, attraverso quali fasi?

2. La forza inerte degli stereotipi
Che cos’è uno stereotipo? Come introduce al pregiudizio? Che cosa e quali sono gli stereotipi di genere? Quali conseguenze hanno? Attraverso quali canali si trasmettono? Da dove vengono? Perché sono persistenti? Sono ancora attuali, sono ancora diffusi? Come si possono decostruire?

3. Educare al genere
Chi è il soggetto enunciatore degli universi simbolici che costituiscono i contenuti dell’apprendimento? Come e perché vi si occultano le differenze di genere? Come si possono rileggere con sguardi differenti le varie branche del sapere? Come definiamo e come si può praticare l’educazione di genere? Quali messaggi espliciti e impliciti trasmettono gli adulti ai bambini e alle bambine? Come invertire la rotta?

4. Il bullismo
Che cos’è, quanto è diffuso? Quali sono i suoi attori, le sue cause e le sue dinamiche? Quali le conseguenze? Quali i suoi canali più moderni, e come agiscono? Quali strumenti hanno a disposizione le famiglie e le scuole per prevenirlo e per contrastarlo? Come possono aiutare le vittime ad uscire dal silenzio, e i bulli a provare empatia?

5. Questione di sguardi
Come vengono rappresentate le donne dai mass media, con quali codici espressivi? Quale uso del loro corpo e del corpo delle bambine fa la pubblicità? Qual è lo sguardo che viene presupposto? Quali proposte identitarie vengono suggerite? Sono modelli che rispettano le persone? Sono modelli adeguati a ruoli paritari?

6. La violenza di genere
Come nasce, e perché, la violenza degli uomini sulle donne? Quanti e quali sono i tipi di violenza, quanto sono diffusi, chi li esercita? Come si snoda il discorso pubblico in materia? Quali equivoci e quali ambiguità accompagnano il dolore delle donne? Quali norme e quali strutture le difendono e le sostengono?

7. La lingua sessuata
Una nozione recente: sessismo linguistico. Quali sono i rispettivi spazi linguistici dei due sessi? La lingua che usiamo è discriminatoria? Nel lessico, nella grammatica, negli usi quotidiani postula la parità di genere? Che cosa significano le dizioni “maschile neutro” e “maschile universale”?

8. I diritti politici e sociali: lavoro, voto, studio
Nel corso del ‘900 le donne hanno progressivamente cambiato i costumi, le abitudini, il modo di pensare e di pensarsi, i rapporti, le leggi: “rivoluzione gentile”, è stata definita; l’unica nella storia senza spargimento di sangue. E’ la lunga, non conclusa vicenda delle battaglie per i diritti: diritto allo studio, diritto al lavoro, diritto al voto, pari opportunità. A che punto siamo? Parità formale o parità sostanziale?

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